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Strategie per assicurare il successo di una non profit in uno scenario post-pandemico

23 Giugno 2021
Non profit consigli

DAL MONDO NON PROFIT AMERICANO, ALCUNI CONSIGLI PER LE NON PROFIT OPERATIVE PER SFRUTTARE AL MEGLIO LA PANDEMIA IN ATTESA DELLA NORMALITÀ

Di Donella Wilson

Traduzione e rielaborazione di Redazione

 

Fonte: Philanthropy News Digest by Candid

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Un recente sondaggio di Nonprofit Finance Fund ha evidenziato che il 60% delle non profit, nel 2020, si è ritrovata in una situazione che ha compromesso la stabilità finanziaria delle stesse nel lungo periodo. Pertanto, molte non profit hanno dovuto re immaginare il modo in cui si interfacciano con i donatori e con i beneficiari dei progetti che seguono. Hanno dunque elaborato diverse strategie per assicurarsi il successo nel mondo post-pandemico.

 

Il potere dello storytelling: coinvolgi i donatori

La pandemia ha sottolineato l’importanza, per le organizzazioni, di restare connessi con la propria mission e con i propri valori. La creatività e l’innovazione sono essenziali per coinvolgere i donatori in maniera efficace: non è sufficiente raccontare bene, è necessario anche trovare la giusta piattaforma per interfacciarsi con i donatori, i quali vogliono credere che le loro contribuzioni possano realmente beneficiare le cause in cui credono.

Ad esempio, negli Stati Uniti alcune organizzazioni sono state costrette ad interrompere le proprie attività di persona a causa della pandemia. Il Downtown Women’s Center (DWC) di Los Angeles ha organizzato una serie di eventi virtuali per rimanere in contatto con i propri stakeholder; ha cominciato a mandare update regolari, via posta, per aggiornarli su queste iniziative e ha trasformato il suo più importante evento di fundraising in un evento virtuale. Ma la migliore delle decisioni che sono state adottate nel corso della pandemia è stata quella di adottare il metodo cosiddetto di peer-to-peer fundraising, dunque incentivando donatori e volontari a incoraggiare altre persone facenti parte del loro circolo privato o professionale a effettuare donazioni per la fondazione. DWC in cambio metteva a disposizione istruzioni dettagliate sul come effettuare donazioni o su come avviare campagne di supporto per la fondazione. In tre settimane, l’obiettivo di finanziamento è stato superato del 35% e la fondazione si è assicurata 800 nuovi donatori.

Nonostante i finanziamenti più importanti (in termini di singola donazione) arrivino perlopiù da fondazioni filantropiche, la maggior parte dei fondi delle non profit derivano da donazioni private (Giving USA). Pertanto, non è sorprendente che costruire relazioni solide e di lungo periodo con le persone, con gli individui, sia strategico per le non profit operative, e che il fundraising peer to peer sia cruciale.

 

Una leadership flessibile è cruciale

La pandemia ha altresì evidenziato l’importanza della creatività e dell’innovazione per ogni organizzazione. Nei mesi e negli anni futuri, le non profit dovranno dedicare del tempo per sperimentare e imparare per riadattare i loro programmi alle nuove esigenze sorte in questo periodo. Secondo un articolo dello Stanford Social Innovation Review scritto da Community Wealth Partners, le organizzazioni che resistono e, anzi, hanno successo durante i periodi di difficoltà sono quelle che hanno una leadership forte e decisa, abile nel prendere decisioni veloci per risolvere i problemi che si pongono di fronte al loro percorso.

Le non profit dovrebbero altresì verificare che coloro che rivestono ruoli di responsabilità siano adeguati rispetto a dove l’organizzazione si trova nel proprio percorso di vita. BoardSource afferma che “I responsabili delle non-profit dovrebbero essere scelti in maniera strategica, riflettendo sull’ideale composizione della dirigenza per perseguire le strategie e le idee di lungo periodo”.

Un recente articolo di sgENGAGE riporta l’importanza di investire nella leadership. Le organizzazioni dovrebbero avere diverse competenze al proprio interno e fornire gli strumenti per i propri dipendenti di crescere e imparare.

 

Modernizza per attirare donatori: non rimandare la trasformazione digitale

Approdare e organizzare eventi e programmi nel mondo virtuale è la chiave per generare nuovi introiti ed è anche un ottimo modo per raggiungere platee situate al di fuori dell’area geografica di riferimento dell’organizzazione.

Nel più recente Nonprofit Trends Report, Saleforce sottolinea la correlazione tra organizzazioni con alti livelli di “maturità digitale” e organizzazioni capaci di rispondere alle sfide e ai cambiamenti in maniera innovativa. Secondo questo report, l’85% delle non profit afferma che la tecnologia sia importante per il successo di lungo periodo, tuttavia solo il 23% di queste ha una strategia o una visione di lungo periodo circa a come implementare la tecnologia.

In un ambiente che predilige l’utilizzo degli strumenti digitali, le non profit devono essere in grado di sfruttare i dati per influenzare i processi di decision-making, per raggiungere nuove audience, per personalizzare le comunicazioni e fare previsioni accurate sulla raccolta fondi. E investendo in maniera ragionevole in piattaforme virtuali, non vi è ragione per restringere i programmi alle sole aree locali in cui è situata l’organizzazione.

È necessario ricordarsi che ciò che funzionava in passato è meno probabile che funzioni ora o nel futuro. Secondo l’ultimo Charitable Giving Report, del Blackbaud Institute, le donazioni online sono cresciute molto negli ultimi tre anni. Se le non profit intendono mantenere e anzi aumentare il numero di donazioni, le non profit devono restare al passo e adattarsi a queste nuove modalità di donazione.

 

Cogli l’attimo

A causa della pandemia, buona parte del mondo si è fermato. Ora che profilano delle aperture, le non profit che hanno investito in tecnologia e metodi di misurazione degli effetti riescono a trarre, sicuramente, maggiori benefici. Le organizzazioni dovrebbero anche valutare i propri processi interni per assicurarsi che siano quanto più efficienti possibili e che il proprio piano strategico sia allineato con la mission. E dovrebbero anche comunicare regolarmente con i propri finanziatori, non solo per mantenerli interessati ma anche per riadattare la propria azione nel caso qualcuno di essi decida di tagliare il proprio supporto o di modificare le proprie priorità. Community Wealth Partners afferma: “Innanzitutto, è necessario prendersi del tempo per rivedere la propria vision e capire che risultati si vogliano ottenere e con che mezzi raggiungerli”. Che la pandemia finisca fra due mesi o fra due anni, la necessità di quei servizi offerti dalle non profit non scomparirà.  Le non profit che pensano a lungo termine e le persone che riescono a stare al passo e ad innovarsi un mondo in continua trasformazione riusciranno a perseguire meglio la propria mission.