Valutazione dell’impatto

Non servono a nulla i grandi discorsi. O meglio: i grandi discorsi rimangono grandi discorsi, ma poi vanno calati nel concreto, ne va valutato l’impatto. Gli studi randomizzati controllati (RCT) sono aumentati enormemente negli ultimi 20 anni, in termini numerici, di dimensioni e di obiettivi. Non potranno mai dirci tutto ma ci hanno dato indicazioni su ciò che conosciamo, ciò che non conosciamo, e ciò che dobbiamo scoprire.

— Esther Duflo, Director di J-PAL, vincitrice del Premio Nobel per l'Economia 2019

Crediamo che la valutazione degli effetti (o valutazione di impatto) possa rappresentare un volano di crescita per il settore filantropico e non profit.

  • La valutazione rappresenta la modalità con cui le fondazioni possono svolgere il ruolo prezioso di sperimentatore e innovatore sociale, testando nuove modalità, producendo evidenza empirica, e segnalando le pratiche che si dimostrano efficaci (o meno) al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse per dare risposta a bisogni sociali urgenti.
  • In molti casi, la valutazione costituisce un fattore di semplice responsabilità per non arrecare danni: la letteratura ha dimostrato come spesso interventi apparentemente ben progettati e guidati dalle migliori intenzioni, una volta valutati rigorosamente, si rivelino totalmente inefficaci, se non dannosi, per i beneficiari cui sono destinati.

Per questo motivo, in linea con la nostra Theory of Change , promuoviamo la valutazione dell’impatto, supportando la valutazione di progetti e realizzando iniziative che ne diffondano la pratica consapevole nel settore.

L’approccio che vogliamo adottare mira al rigore, alla concretezza, e all’onestà intellettuale, basandoci su alcuni capisaldi riconosciuti dalla comunità scientifica ed essendo consapevoli che la valutazione di impatto è solo in alcuni casi necessaria, possibile e opportuna.

(Per chi volesse approfondire, renderemo a breve disponibile un sintetico vademecum di inquadramento del tema).